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E’ scendendo dal villaggio berbero di Chebika che si inizia a scorgere la piatta depressione dello Chott el-Jerid. Un’immensa lastra bianca che splende sotto il sole, una distesa arida che le piogge invernali animano di minuscole onde. Qui un tempo |
c’era il mare e nell’800 ci fu addirittura chi pensò di riportargliela, l’acqua. Idea impossibile. Ma ancora oggi una sottile crosta di sodio cristallizzato si alterna al fango, all’argilla, alla palude. Attraversare il lago è sempre stato pericoloso |
e la via che lo taglia in due è una delle più spettacolari dell’Africa. E’ la strada che introduce la Tunisia del sud: le bellezze di Tozeur e di Nefta, l’oasi di Ksar Ghilane, la Matmata di “Star Wars” e le magnifiche dune del Grande Erg Orientale.
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